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L’11 ottobre al Cimitero di Trespiano, sulla  tomba di famiglia in cui riposa Carlo Reggioli,  vittima del dovere, due giovani Agenti della questura di Firenze hanno deposto un mazzo di fiori a nome del Capo della Polizia. A benedirla c’era il cappellano mons. Luigi Innocenti, alla presenza della vedova signora Nancy, del figlio maggiore Stefano e di una rappresentanza della locale Sezione ANPS con bandiera. Una cerimonia sobria, voluta dal questore Filippo Santarelli, con la quale la famiglia della Polizia di Stato ha inteso stringersi ai familiari del funzionario di P.S. deceduto a seguito delle gravi ferite  riportate  nel corso di un servizio di O.P.. Ricoverato presso il nosocomio di Careggi perse la vita a seguito di complicazioni insorte, lasciando la moglie e due figli in giovane età, Stefano e Valentina. Aveva 46 anni Classe 1928, fiorentino di nascita, Carlo Reggioli negli anni ’70  era in servizio  alla questura di Pistoia con la qualifica di vice questore aggiunto. Erano quelli anni bui per il nostro Paese. Il ’74, poi, fu un anno particolarmente drammatico : sequestri di persona, incidenti di piazza, attentati terroristici di destra e di sinistra, e che vide a maggio a Brescia  l’attentato in piazza della della Loggia, ad agosto la strage dell’Italicus per la quale venne incriminato anche il terrorista nero Mario Tuti che il 24  gennaio  dell’anno successivo avrebbe tolto la vita proditoriamente a due valorosi agenti del commissariato di Empoli, Leonardo Falco e  Giovanni Ceravolo. E con la Polizia sempre  in prima linea nella difesa delle istituzioni democratiche. Quella Polizia che nel 47.esimo anniversario della scomparsa  ha voluto ancora una volta manifestare la sua memore riconoscenza a questo suo figlio eletto.